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Luccius in fabula 1200

Il Primo Consiglio

Ebbene sì!

Dopo lunga attesa è arrivato il primo Consiglio della nuova era.

A consuntivo, in maniera un po' sgrammaticata, qualcuno potrebbe dire: "Era meglio se non arrivava".
Un valido Assessore alla Cultura (Triviale) dovrebbe comunque chiederne la replica al Giacosa o meglio nei quartieri, in quanto lo spettacolo, nella sua drammaticità, è esilarante e gli elettori, astenuti inclusi, dovrebbero assistervi.
In questo modo, magari, alla prossima tornata affronterebbero la fatica del voto con un poco più di maturità.

Le operazioni sono iniziate con un discorso in politichese stretto di "Fab.Dullà", che non è il Consigliere straniero aggiunto, ma il nuovo capogruppo PD; giovane, purtroppo solo anagraficamente.

Due brevi interventi, sensati, di Comotto e Tognoli e poi via con Gilardini che rispondeva in politichese al suo dirimpettaio di seggiola.

A seguire è intervenuto TBL (The Big Leg) Gambone, che è partito ringraziando gli "Onorevoli Colleghi". Quando gli hanno spiegato che la presenza di sole sedici seggiole non è dovuta ad una legge che ha diminuito drasticamente il numero dei Parlamentari, ma al fatto che è stato eletto Consigliere Comune ad Ivrea e non parlamentare a Montecitorio, è sbiancato, perdendo l'abbronzatura tinta mogano che sino a quel punto lo aveva caratterizzato come Gambone di Legno.
Poi si è fatto due conti e, constatato che non ci rimetteva un emolumento da "onorevole", ma pochi gettoni di presenza, da qualche decina di euro, ha ripreso la parola e con un intervento fuori da ogni contesto, ha annunciato che avrebbe devoluto le sue spettanze alla Croce Rossa.
Qualche maligno ha sentenziato: la Croce Rossa incassa, la Croce Verde dovrebbe prenderselo in carico.

Il tentativo di elezione del Presidente del Consiglio, a scrutinio segreto, è stato sconfortante.
Credo di non potermi annoverare tra i fans di B.B. (che in loco non è Brigitte Bardot ma Betti Ballurio) e, nonostante ciò, confesso che in questa occasione, di fronte al suo imbarazzato annuncio, prima di aver conseguito la Presidenza e poi di non aver centrato l'obbiettivo, ho provato una profonda amarezza, pensando al suo stato d'animo.
Scherzare va bene, ma un minimo di rispetto verso le persone dovrebbe esserci; soprattutto da parte di quelli che si autodefiniscono "compagni".
La tapina ha riaperto il registro, aggiungendo il nome di "Franco Tiratore" come Consigliere Ombra dell'Amministrazione palindroma D.P./P.D.-P.D./D.P.
Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, speriamo che giunga presto la sera.

I funzionari presenti, nell'occasione non hanno brillato per efficienza e, tanto per cambiare, Francesco ha poi rilevato un'incongruenza tra Statuto Comunale e Regolamento Attuativo.

Quando il Consigliere aggiunto è stato finalmente presentato, Max De Stefano è intervento con un "Consiglio per gli Acquisti" del tutto avulso dal contesto.
Probabilmente gli occhiali scuri, che gli donavano carisma, con le loro stanghette gli hanno compresso la zona auricolare e non ha compreso l'argomento in discussione.
Con dizione di medio livello calcistico, ha letto un testo, presumibilmente confezionato da un noto soggetto terzo, il cui contenuto mirava a marcare il territorio e a rammentare a D.P. che ha libertà condizionata e deve muoversi con ossequio.
Ineccepibile il richiamo alla necessità di fare politica partendo dal basso. Se intendeva dal "basso livello" merita un plauso per aver centrato l'obbiettivo.
Anche in questo caso, il soggetto è relativamente giovane. Richiama "moderazione" e "responsabilità" e si è sempre dimostrato coerente con tale linea, tant'è che oggi siede nella sedia posizionata più a sinistra dello schieramento di sinistra, dopo un lungo percorso di avvicinamento, partito da An, via Pdl, poi moderato/socialista, oltre che già stampella della precedente Giunta D.P. quando Pagani ha sfoderato tematiche meritevoli di approfondimento.

Sul piano "Fashion" il duo De Stefano/Olivetti si è distinto, collocandosi 3 metri sopra il gruppo.
Al braccialetto arancione brillante di Matteo ha fatto da contraltare la penna dello stesso colore di Max, che gli sedeva accanto. Un dettaglio di stile che pochi avranno colto ma che certamente, da solo, giustifica l'esistenza di Ivrea + Bella.
Come già accennato, il dramma è stato quando i due soggetti sono passati dalle questioni stile, all'esposizione del loro pensiero.

Teo si è auto-congratulato, in quanto la sua lista ha fatto da trampolino alla Codato, consentendole di riapprodare in Giunta. Un sentito grazie a Matteo! Anche perché la Codato ha dimostrato di meritare pienamente la riconferma. Rispetto all'esordio della scorsa legislatura ha imparato a presenziare ad un'intera seduta di Consiglio stando seduta composta e soprattutto senza ruminare chewin gum.

Le deleghe conferite a Capirone hanno richiesto circa un quarto d'ora per la loro elencazione. Quella di Sindaco de-facto è stata celata sotto la voce Vicesindaco.
Dopo ci che, D.P. si è scusato per le sole due deleghe conferite alla Salvetti, rimarcando però che si tratta di deleghe importanti. Talmente importanti che una (cultura), nel mandato precedente se l'è tenuta lui per anni, dedicandogli qualche scampolo di tempo. La seconda (turismo), non è chiaro se sarà finalizzata ad attrarre turisti ad Ivrea o ad incentivare il turismo fuori porta degli eporediesi, nauseandoli col trito teatrino della politica locale.

Il Blasotta, che tutti aspettavano al battesimo di Consiglio, ha mantenuto un profilo sommesso e non ha nemmeno posto condizione ostative circa la presenza di giornalisti della Sentinella (tipo: o me o loro).

Per il resto numerosi trombati tra il pubblico, tutti sollevati per lo scampato pericolo.

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