Luccius in fabula 1200

Quant'è bella, Passerella...

Quant'è bella,
Passerella,
ciò che sfugge, tuttavia,
è se sia logica o eresia

L'ennesima opera di Fiorenzo il Magnifico (la Passerella, non la lirica) è finalmente aperta al pubblico. Il vecchio Sindaco per un decennio Signore di questa Città medievale, si può considerare il padre nobile dell'intervento. Dotato di una propria visione strategica è stato capace di pianificare interventi come: ricostruzione area ex-Montefibre, nuovo PRG, teleriscaldamento, Movicentro, Cittadella della Cultura, Passerella, ecc.
A priori si temeva che non tutte le ciambelle uscissero col buco. A posteriori si può confermare che non tutte le ciambelle sono uscite col buco.
Chi gli è succeduto nel Civico Palazzo, si è limito a seguire un solco già tracciato.
Pur non avendo scritto la canzone di Bacco e Arianna, l'ex Primo Cittadino ha vergato l'agenda di Carlo e Giovanna (Della Peppa/Codato).

Personalmente, mi annovero tra coloro che avevano perplessità sulla piccola passera (Passerella) e sull'iter che ha portato alla sua costruzione e devo dire che, a opere ultimate, i dubbi sono fugati solo in parte.

L'intervento, nel suo complesso, ha un costo di circa 3 milioni di euro che, ripartiti su 20.000 abitanti, comportano un onere di 150 euro a persona (inclusi neonati e moribondi). Vista la situazione congiunturale, un'attenta analisi costi/benefici, probabilmente avrebbe evidenziato altre priorità per Eporedia.
Comunque sia, pochi hanno sollevato obiezioni sul Triponpa (tributo ponte passerella) implicitamente pagato.

Il PP3 dell'area ex-Montefibre, teoricamente, abbina gli interventi commerciali (Bennet) con la realizzazione di un sottopasso ferroviario in via Verdi, per migliorare i collegamenti con la zona S. Grato. ll Bennet è funzionante da anni; nonostante ciò, del sottopasso non vi è traccia, con pesanti ripercussioni sul traffico locale; ma nessuno se ne bada.

Lo stesso PP3 abbina la passerella con l'edificazione di una zona prossima al Liceo, zona che, oggigiorno, è ancora un prato. In questo caso, in antitesi con le indicazioni di Piano, il Comune si è preoccupato di realizzare la passerella, un buon servizio per chi potrà usarla come veicolo promozionale per vendere gli alloggi previsti sulla sponda sud della Dora. Peccato che l'Amministrazione non abbia contemplato un riequilibrio dei costi, per altro previsto dallo stesso PP3.

Nell'ultimo Consiglio è emerso che, a fronte di una somma virtuale per investimenti iscritta a Bilancio pari a 5,4 milioni di euro, quella effettivamente disponibile è di soli 200.000 euro, un valore risibile per una città come Ivrea. Il tutto viene imputato al patto di stabilità, ma la scarsa disponibilità per investimenti potrebbe avere tra le concause anche l'ingente spesa vincolata alla passerella.

Il PP3 ha un articolo, espressamente imposto dalla Regione, in cui si specifica che i proprietari privati dell'area ex-Montefibre, potranno essere chiamati a contribuire nella realizzazione delle opere di coerenza urbanistica (passerella, sottopasso di via Verdi, svincoli 3° ponte). Questo è logico, visto che l'area ex-Montefibre è la principale beneficiaria di tali urbanizzazioni.

Se non erro, nella scorsa legislatura è stata approvata, all'unanimità, una mozione in cui si dava mandato agli uffici competenti di quantificare e richiedere tale contributo. Personalmente non ho più sentito nulla. Temo che sia caduto tutto nel dimenticatoio.

Un contributo congruo, per un simile intervento, potrebbe essere quantificato nel 40% dei costi e, su 3 milioni di euro, equivarrebbe a 1.200.000 euro, una bella sommetta che permetterebbe tanti piccoli investimenti indirizzati al resto della città (centro e quartieri periferici).

A proposito di piccoli, sarebbe poco elegante scoprire che si è aumentato il costo della merenda dei bimbi all'asilo, anziché contrattare il contributo con gli immobiliaristi.
Se così fosse, auguriamoci almeno che quei pargoli, una volta cresciuti, vadano a segare il bastone della vecchiaia ai cattivi Amministratori (e ai propri genitori se li hanno votati).

I lavori di costruzione della Passerella sono stati assegnati a ditte riconducibili con la proprietà Parco Dora Baltea (ex-Montefibre). La mancanza del contributo di cui sopra potrebbe aver alterato la Gara d'Appalto, in quanto, a differenza degli altri concorrenti, le ditte in questione godono di benefici diretti dalla costruzione dell'opera.

Per quanto previsto dal progetto esecutivo, il Comune ha ricevuto offerte con ribassi fino al 26%. L'appalto tuttavia è stato assegnato a chi ha proposto uno sconto di poco superiore al 5%, quindi con un aggravio di costi di circa 400.000 euro.
Ciò dipende dal fatto si è optato per una gara alle "migliorie", che tiene conto non solo dell'aspetto economico in termini assoluti, ma anche delle proposte migliorative formulate dalle singole aziende partecipanti.
Il risultato è che l'Amministrazione paga circa 400.000 euro per orpelli aggiuntivi che, lei stessa e i progettisti, hanno ritenuto non indispensabili in sede di progetto (pannelli fotovoltaici, gazebo, ecc.).

La passerella è molto decentrata e basta guardare una mappa di Ivrea per constatare che, contrariamente a quanto si suppone, partendo dal Movicentro, sino a P.zza Ottinetti, è più breve la strada cittadina ordinaria. L'ubicazione così periferica potrebbe inficiare parzialmente l'uso della struttura di notte e in condizioni meteoriche avverse.

Un beneficio indubbio ce l'hanno i ragazzi del Liceo che devono recarsi a scuola provenendo dalla zona di S. Lorenzo.

Alcune delle scelte operate paiono un poco irrazionali: 7 metri di larghezza del ponte, per una pista ciclo/pedonale, forse sono un poco eccessivi; vista l'incidenza sui costi, probabilmente sarebbe stata preferibile una passerella larga 4 ml, risparmiando così qualche soldo per altri usi; lo sbarco in p.zza Rondolino/Freguglia, costituito da una scalinata, anziché da una rampa, pregiudica la funzionalità, anche perché l'elevatore ivi presente, a otto giorni dall'inaugurazione, è ancora del tutto immobile.

Il ponte attualmente unisce una ciclopista che non c'è con una che non funziona, quindi il suo razionale utilizzo sarà tutto in addivenire, ma non ci sono previsioni per le opere complementari.

In via dei Mulini si sono aggiunte un paio di strisce di vernice al vecchio marciapiede. Spacciare per pista ciclo/pedonale ciò che si è ottenuto pare un eufemismo, vista l'esigua larghezza del manufatto. L'uso promiscuo (pedoni/ciclisti) potrebbe caratterizzarlo come luogo di ricerca per chi volesse cogliere le nuove tendenze in materia di improperi.

La pista passa a 30 cm dai portoni di alcuni garages, privi di visuale laterale, e non sono stati posizionati degli specchi sul lato opposto della carreggiata.
Immaginate la gioia di chi deve uscire dal proprio box, sapendo che potrebbe piombargli addosso un euforico ciclista in discesa. Più che garage sembrerebbe pertinente il termine auto-rimessa, nel senso che, uscendo ci rimetti l'auto. Al primo schianto sarà un rimpallo di colpe. Qualcuno ha fatto notare che uno dei portoni appartiene a una ditta di onoranze funebri, per cui si potrà ovviare facilmente anche agli incidenti più gravi.

La ringhiera del parapetto di p.zza Freguglia, (lato Dora) è posata a 10 cm dal retrostante muretto in mattoni. Lo spazio interposto diventerà un ricettacolo di immondizia. A casa propria, nessuno avrebbe fatto un simile lavoro, pensando di dover pulire.

Non appena la ciclopista svolta l'angolo di p.zza Freguglia (dietro la siepe in direzione Balla), c'è un'ampia griglia a pavimento che ha le feritoie parallele alla direzione di marcia. Chi dovesse passare con una bici a ruote fini, potrebbe incastrarsi esibendosi in numeri da acrobata; aprendo poi l'ennesimo contenzioso col Comune per il risarcimento danni.

Il lato a valle della Passerella ha vista sulle Cascate del Cagara (un Niagara locale alimentato dagli scarichi reflui). I posti a sedere sono comunque orientati tutti sul fronte opposto che è quello del tramonto; non so se sia una scelta sagace per occultare le fogne, una scelta poetica per romantici innamorati o semplicemente una premonizione sul futuro della città.

Gli effluvi della Cerulea Cloaca facilitano comunque l'orientamento degli ipovedenti lungo la Passerella, consentendogli di affidarsi all'olfatto. Ciò denota una sensibilità degna di menzione, in quanto supera i traguardi delle più avanzate smart cities.

Le sedute, girate tutte dallo stesso lato, non favoriscono la socializzazione. Forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più, magari due panchine contrapposte, giusto per consentire a 4 persone di guardarsi in faccia e scambiare qualche parola o una orientata e est per leggere un giornale al mattino. Si è invece preferito evitare che la gente possa avere "orientamenti" differenti. Tanto i più, appena seduti, cominceranno a digitare su smartphone e tablet infischiandosene del contesto. Tra l'altro, vista l'abbondanza di spazi pubblici economici, sottoutilizzati e accessibili giorno e notte, bisognava proprio mettere le panchine sul ponte facendone lievitare larghezza e costi?
Sarà comunque facile riconoscere coloro che passano la pausa pranzo sui sedili della passerella, in quanto saranno abbronzati solo sulla guancia sinistra.

Ho fatto una fugace apparizione all'Inaugurazione, curioso di vedere le strabilianti soluzioni adottate per la sistemazione del tratto compreso tra il Naviglio e la Passerella.

La proposta formulata dall'Impresa vincitrice, in sede di gara, è stata determinante per l'assegnazione dei lavori, secretata per impedire comparazioni, e definita dai Commissari come: interessante e articolata soluzione di utilizzo dell'area, con percorsi didattici piuttosto che ludici, con strutturata area relax ottimamente inserita, attrattiva e godibile, con un prato fiorito.

Forte di queste premesse, quando sono giunto in sito ho avuto la sensazione di aver sbagliato indirizzo. Il tutto si limita a un prato con in mezzo un gazebo, due panche sottostanti e, più a lato, qualche tavolo in legno che, per fattura, pare estirpato da una piazzola autostradale.

A mero titolo informativo, segnalo che, tra le Imprese giudicate con più basso punteggio, c'è chi ha offerto in alternativa: attrezzi ginnici, giochi per bambini, servizi igienici, impianto di irrigazione, ping-pong, ecc.
Grazie al sistema delle "migliorie", la discrezionalità su questi aspetti ha decretato l'assegnazione di un appalto milionario, con tutte le implicazioni che questo ha per le singole Imprese, anche in termini occupazionali e di esperienza lavorativa.

Sono comunque conscio che mancano ancora le piantumazioni e che le aree verdi non vanno giudicate nell'immediatezza, per cui rimango in fiduciosa attesa.

La mitica area relax, il giorno della cerimonia, è circondata da pozze d'acqua che la rendono inarrivabile, rammenta un castello medievale col proprio fossato, solo che a quei tempi ci mettevano il ponte levatoio, mentre qui se lo sono scordato.
Qualcuno, ironicamente, ha detto che sarebbe necessaria una seconda passerella per raggiungere il gazebo. Una bimba di 7/8 anni che ha tentato la conquista è scivolata di schiena in mezzo al fango, inzuppandosi, dai calzini al colletto. Sporca, bagnata, infreddolita e redarguita dalla mamma credo che, crescendo, sarà una delle poche persone a ricordarsi una cerimonia per il resto scialba.

L'affluenza all'evento è stata decisamente numerosa, peccato che l'impianto audio approntato per l'occasione, di infima qualità, sia stato udibile solo nelle prime file.
Nonostante non fossi molto arretrato, del discorso del Sindaco ho sentito (e quindi posso riferire) solo che la passerella costerà 1.600 euro anno di manutenzione e 5.000 euro nel complesso, includendo le aree complementari.

Successivamente, ho appreso dai giornali che il Primo Cittadino avrebbe manifestato la propria stima per chi sa costruire i ponti (implicitamente la sua Amministrazione).

La notizia ha avuto molta eco a Messina dove i residenti si sono esibiti in plateali gesti scaramantici. Temono che, ultimato il mandato ad Ivrea, Della Pepa diventi Sindaco della loro Città e si inventi la Tapsus (Tassa Ponte sullo Stretto), per costruire l'infrastruttura interamente a loro spese.
D'altronde, se ad Ivrea il Comune si accolla i costi della Passerella giustificando ciò con la presenza del Tribunale e del Poliambulatorio in area ex-Montefibre, a Messina sarebbe facile chiamare in causa la presenza del Policlinico Gemelli e della Corte Costituzionale in terra ferma.

Qualche giornale ha decantato le panchine della passerella come tecnologiche (con altoparlanti, luci, prese per la ricarica di smartphone e tablet, ecc.).
Le panche citate io le ho viste, ma erano in esposizione a mero titolo dimostrativo, in zona Parco Dora Baltea. Sul ponte ho riscontrato sedute rustiche, con normali assi di legno. Non so se sia prevista qualche implementazione futura.
Credo che delle prese USB messe in mezzo alla Dora, si mangerebbero, da sole, il budget annuale previsto per la manutenzione. Al momento l'unica presa che ho riscontrato è la "presa in giro" di certi organi di informazione nei confronti dei lettori.

Eventuali altoparlanti sarebbero comunque interessanti; si potrebbe riprodurre il rumore del traffico cittadino, coprendo il "fastidioso" scialacquio del fiume.
L'audio, abbinato a qualche telecamera, consentirebbe a un operatore in remoto di redarguire i comportamenti scorretti: " ehi tu bimbo, ti sto osservando; perché fai la pipì dalla passerella?" "Mi scusi Signore, mi scappa e il bagno più vicino è a 1 chilometro, non ci sono piante e a 10 metri da dove cade la mia pipì ci scarica la fogna con la pupù di mezza città, non credo di fare del male" "Perdonami bimbo, hai ragione".

Quanti si aspettavano contestazioni eclatanti sono andati delusi. Nessuno ha osato trasferire in notturna la passerella a Morgex, sfruttando la via fluviale. Peccato! Sarebbe stata divertente un'inaugurazione ai piedi del Mont Blanc.

La Lista dei Cittadini era presente con uno striscione in cui si formulavano 3 milioni di grazie all'Amministrazione (uno per ogni euro di costo della Passerella), il M5S ha distribuito dei volantini, così come il comitato "No Pirogasificatore" di Borgofranco.
Sono sfilati anche alcuni disoccupati. Il tutto in modo molto civile ma tra l'indifferenza assoluta dei presenti: cittadini felici del nuovo giocattolo e autorità vogliose di godersi il momento di gloria.

La sera ponte completamente spento; il ragionamento fatto dall'Amministrazione probabilmente è quello che "tanto i nottambuli votano per Gilardini".

Segnalo che la scalinata di raccordo con p.zza Rondolino/Freguglia è priva di corrimano, nonostante precisi obblighi di legge in materia.
L'organo che dovrebbe vigilare e sanzionare tale carenza è il settore Tecnico del Comune di Ivrea che, nel caso in specie, è anche quello che ha commissionato e approvato i progetti, assegnato i lavori, seguito la loro esecuzione, accettato i collaudi e liquidato i conti, il tutto senza curarsi di un dettaglio tante evidente che, nonostante paia banale, in realtà è importante per molti cittadini di fascia debole (anziani, bambini, disabili, ecc.).

Posso riferire solo con dei "... bip ... biip ... " i commenti di quanti hanno provato, in salita, lo scivolo per bici posto in centro alla scala di p.zza Rondolino.

Per il resto la Passerella è come da progetto, non mi ha sorpreso. Presenta alcune valenze interessanti e apprezzabili ma anche carenze e aspetti irrazionali, su cui non mi dilungo oltre in quanto, col tempo, potranno essere colti anche dai non tecnici.

Per evitare che i ciclisti arrotino l'alluce a chi è seduto sulle panche, il progetto ipotizza un lato riservato alle bici (nei due sensi) e l'altro ai pedoni (dove sono rivolte le panche). Segnalo che, per mancanza di segnaletica, nessuno ha colto questo dettaglio. Sia il giorno dell'inaugurazione, sia in quelli seguenti.
Dopo il taglio del nastro si sono buttati tutti sui due lati, in modo promiscuo; la cosa divertente è stata che, tra coloro che si lamentavano per l'indisciplina altrui, senza rendersi conto di essere in bici sul lato pedoni, si possono annoverare Consiglieri Comunali, Vigili Urbani, personale con pettorine dell'associazione Polizia di Stato. In pratica la crema di coloro che avrebbero dovuto dirigere il traffico e istruire il popolo.

Alcuni intervenuti, sarcastici, hanno affermato che è finalmente chiara l'importanza strategica dell'opera: unire l'ufficio vendite della Parco Dora Baltea con il Camposanto.
In realtà costoro non sanno che, in origine, l'intervento è stato pensato per portare agevolmente in carriola, da "Mele", i rottami dell'ex-Montefibre. Purtroppo, come sempre in Italia, l'infrastruttura è arrivata a demolizioni ultimate.

Il mancato funzionamento dell'ascensore di p.zza Rondolino, il giorno dell'inaugurazione, non fa onore all'Amministrazione. Apparecchio fermo e nemmeno un cartello di scuse o un funzionario che, su chiamata, potesse supplire. Volendo fare una cerimonia esclusiva, "per molti ma non per tutti", forse si sarebbe potuto selezionare in altro modo il popolo acclamante. L'altro tipo di "diversamente abili", cioè "gli scaltri", era comunque ben rappresentato in vetrina.

Sull'ascensore ho qualche remora ulteriore, in quanto mi pare che abbia le porte incernierate, con la classica maniglia a tirare (come le normali porte di casa), anziché le ante scorrevoli automatiche, prescritte per legge. Soluzione che sarebbe molto più comoda, visto che l'apparecchio è rivolto a persone con biciclette, passeggini o peggio in carrozzina.

Ricordo tuttavia che siamo in Italia per cui, probabilmente, basta chiamarlo piattaforma elevatrice, anziché ascensore, per mettersi a posto con la coscienza e le norme, lasciando inalterati gli inconvenienti d'uso. In un intervento dove c'è metallo arrugginito a profusione (corten) pare che il vero "Ferro Vecchio" sia l'elevatore, anche se debitamente verniciato.

Nella gara d'appalto, quasi tutti i concorrenti hanno proposto ascensori con le porte scorrevoli, ma i Commissari hanno premiato col massimo punteggio la soluzione più scomoda, a fronte di una cabina lievemente più grande. Misteri della discrezionalità che determina le sorti altrui.
Non mi stupirei se, dopo aver esaminato le offerte, qualche Commissario si fosse incastrato nel monta-vivande del ristorante, avendolo scambiato per un'ascensore.

Evidenzio che il progetto ufficiale, approvato dal Comune, a fronte di 3 milioni di euro di spesa complessiva, prevede un servoscala lasciato all'addiaccio (quelli con la rotaia a muro e il vassoio che si ribalta, inservibile in tale contesto). Il costo complessivo della progettazione, a fronte di questa qualità propositiva, credo sia stato di circa 600.000 euro.
Lascia perplessi constatare che, vista l'importanza dell'opera, ci sarebbero stati i presupposti per realizzare una rampa a norma, liberamente accessibile e senza bisogno di ausili meccanici.

Personalmente condivido l'intitolazione della Passerella a Natale Cappellaro, viste le ricadute che il suo lavoro ha avuto sulla città. Il fatto che sia zio dell'Assessore Salvetti mi pare incidentale. Anche Adriano Olivetti è zio di Matteo.
Non si possono certo imputare ai due geni (Natale e Adriano) delle colpe per le generazioni postume del parentame. A quel punto sarebbe fondato contestare anche la teoria evolutiva.

In seguito all'intervento, in P.zza Rondolino sono stati eliminati una ventina di stalli dal parcheggio. Per ironia della sorte ricadevano tutti nella zona gratuita. Ovviamente l'Amministrazione si è ben guardata dal compensarli, almeno in parte, rendendo gratuito qualcuno dei posti a pagamento.
Attribuendo ai parcheggi sottratti un valore d'uso pari a quello degli abbonamenti di sosta nella stessa piazza (30 €/mese a posto auto), significa un maggior onere a carico degli utenti pari a 30 € x 12 mesi x 20 posti = 7.200 €/anno. Una tassa occulta che certamente contribuirà a incentivare la rinascita dell'asfittico centro cittadino.
Questo onere, ovviamente, non è stato esplicitato da nessun Amministratore, anzi, in varie occasioni, tra i pregi della Passerella, si è decantata la possibilità di raggiungere facilmente l'area ex-Montefibre parcheggiando in P.zza Rondolino, peccato che si sia ridotta la capienza di questo parcheggio solitamente già saturo.
Tra l'altro, per la sistemazione dei nuovi spazi, non si è scelta una soluzione a verde ma, in prevalenza, una garbata commistione di ... asfalto e cubetti, anche questa lautamente premiata in sede di gara.

Se a valle della Passerella ci fosse una vera ciclopista in grado di congiungere la zona sud (S. Grato, Bellavista, S. Bernardo) col centro, disincentivando quindi l'uso dell'auto il beneficio compenserebbe ampiamente il disagio. Purtroppo anche in questa direzione le carenze sono evidenti. A pochi metri dal ponte la pista si dissolve nel nulla e, per arrivare in zona sud, bisogna passare a proprio rischio in via Dora Baltea, larga 4 ml e intensamente trafficata.

Nonostante tutto pare che molte firme emergenti della moda e del tarocco non vedano l'ora di presentare le proprie collezioni, sfilando in passerella sulla Passerella. Hanno già aderito:

Giorgio Armati, ex terrorista convertito all'alta moda;
Luis Svitton talento che, in attesa del successo, arrotonda sbullonando cerchi in lega;
Her més, Messo Comunale in un comune laziale, con doppio lavoro;
Docce e Gabbiana, specialisti in costumi da mare;
Ermenegildo Inzegna, docente precario che arrotonda con la sartoria;
Rabbyan, occhiali per gente nervosa;
Benn e Ton margari in Valchiusella;
Gucci gucci sento odor di cristianucci creativi che si ispirano allo stile di Pollicino e l'Orco;
Of Fendi, produttore di borse dall'insulto facile;
Calvin line, tatuatore di teste pelate;
Valeuntino stilista con problemi di sudorazione;
Yve saint lurens (Ivana di S. Lorenzo, rammendatrice che, vivendo in un quartiere prossimo alla passerella è la beniamina di casa).

Le capitali del fashion sono avvertite. Milano punta sull'expo per rifarsi, Parigi tenterà i giochi Olimpici, a New York non sanno nemmeno che Ivrea esista e rischiano di trovarsi spiazzati.

In conclusione: un'opera non del tutto inutile, anche se perfettibile su vari aspetti, con un rapporto costi/benefici che la rende un lusso nel contesto attuale.
Considerato che precise norme di PP3 avrebbero potuto ridurre l'onere a carico della collettività, sarebbe opportuno qualche riscontro in merito da parte degli Amministratori.

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