Luccius in fabula 1200

Polo culturale: processo condiviso o decisione già presa?

si sia voluta dare una parvenza di “partecipazione e di condivisione” a una decisione già presa, all’interno della maggioranza di governo, nel tentativo di dare gambe allo studio di fattibilità del 2011 commissionato dalla stessa amministrazione. Di partecipativo infatti in questi incontri non c’è stato nulla perché si è trattato di una mera presentazione mono-direzionale del pensiero di alcuni esperti del settore, peraltro molto interessante e di livello, sul tema del futuro delle istituzioni culturali. Dagli stessi relatori è emersa più volte la necessità di un percorso partecipato e condiviso che richiede tempi mediamente lunghi e non certo una rincorsa affannata finalizzata ad alimentare la prossima campagna elettorale. Dagli stessi relatori è anche emerso che un progetto partecipato dovrebbe essere bi-direzionale altrimenti si tratta di un’altra cosa; interessante e formativa, ma non sufficiente. L’altro elemento emerso chiaramente, che rafforza il nostro pensiero, è che, nell’assenza di idee e di politiche culturali pubbliche, questo esecutivo ha delegato a terzi, a volte anche privati, questa importante funzione sia dal punto di vista degli eventi culturali sia dal punto di vista della progettualità e della visione politica d’insieme.

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L'indifferenza

Pensando a ritroso all’attività dell’attuale Amministrazione Comunale negli ultimi 4 anni e dovendo riassumerla in una sola parola ciò che a noi viene in mente di getto è: indifferenza. Questa caratteristica, che noi reputiamo peculiare dell’attuale Sindaco e della sua Giunta, ma anche della gran parte dei componenti della maggioranza, si porta dietro tutta una serie di conseguenze che hanno caratterizzato e caratterizzano il mandato amministrativo iniziato nel 2013 e che finirà con le elezioni del prossimo anno. Va anche detto che questo atteggiamento di disinteresse, spesso accompagnato da una certa indolenza, viene equamente distribuito tra i cittadini, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, i consiglieri comunali, con particolare riferimento a quelli di minoranza, forse in ossequio ad una inusitata interpretazione del principio di uguaglianza.

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Per non piangere sul latte versato

Siamo partiti dall’edificio di via Piave 2 perché abbiamo appreso dai giornali della “non agibilità” del locale utilizzato dalla Fondazione Guelpa, dichiarata dal Responsabile della Sicurezza per tale ente, ma nulla abbiamo poi saputo riguardo gli spazi utilizzati dal Comune.
Come abbiamo già scritto è stata pubblicata il 4 maggio una Deliberazione della Giunta con la quale veniva approvato: “il progetto definitivo-esecutivo dei lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma dell’impianto elettrico degli uffici di Via Piave 2, per una spesa complessiva di euro 104.849,80”. Se un impianto viene “messo a norma” vuol dire, se l’italiano ha ancora una sua validità, che attualmente non lo è per cui i lavoratori e gli utenti di quegli spazi ora frequentano un ambiente che dovrebbe essere dichiarato “non agibile” almeno fino al collaudo dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza.
Ricordando di aver più volte segnalato all’esecutivo la necessità di prendere in mano la situazione abbiamo rispolverato una lettera, protocollata il 25 giugno 2015 al n°14457, firmata da tre consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza (oltre al sottoscritto i consiglieri Tognoli e Bertolino) anche componenti della Commissione Assetto del Territorio.

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Rincorrere l'emergenza

Il 2 maggio scorso ha avuto luogo l’ultimo Consiglio Comunale nel quale si sarebbe dovuto approvare il Rendiconto dell’esercizio finanziario 2016. Parliamo al condizionale perché, come sarà ormai noto, la maggioranza che appoggia l’esecutivo che governa da quattro anni la città non è riuscita a garantire il numero legale e il Consiglio Comunale si è dovuto sospendere. E’ utile ricordare che, per l’ennesima volta, tale documento contabile è stato portato all’attenzione dei consiglieri nell’ultimo giorno utile e quindi se verrà approvato il 15 maggio, quando è stata convocata la nuova sessione dell’assemblea cittadina, saremo comunque pienamente fuori dai termini stabiliti dalla legge che fissavano la scadenza al 30 aprile. Siamo in Italia e non succederà nulla, salvo forse un rimbrotto del Prefetto, ma questo ennesimo scivolone la dice lunga sulla superficialità con la quale è stata e viene gestita la città.

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SICUREZZA NEGLI EDIFICI PUBBLICI

  • Pubblicato in Mozioni

Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta - ad accertare, nel più breve tempo possibile, se quanto riportato sui giornali corrisponda a verità; - ad agire immediatamente e senza indugio, indipendentemente dal punto precedente, anche in ottemperanza agli emendamenti ai DUP 2016 e 2017, per verificare se i locali presenti nell’edificio di proprietà sito in Via Piave 2 risultino a norma di legge soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e degli eventuali cittadini fruitori dei servizi al pubblico; - a verificare, anche in questo caso con sollecitudine e senza indugio, lo stato dell’arte in tema di messa a norma dell’intero patrimonio immobiliare di proprietà comprendendo in tale attività anche la mappatura e la rimozione di eventuali materiali contenenti amianto; - a dare seguito quanto prima al “completamento, aggiornamento e verifica della conformità complessiva degli edifici pubblici e la formazione di un archivio dei medesimi” così come indicato all’interno del DUP 2016-2018 e 2017-2019 a seguito degli emendamenti approvati.

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Manutenzione e cura della città: non pervenute

Le uniche abitudini che non è riuscita a cambiare la crisi economica, che da qualche hanno sta stravolgendo la nostra vita quotidiana, paiono essere quelle dei partiti. La nostra convinzione è che da qualche parte bisogna partire rompendo schemi ormai anacronistici e quindi perché non iniziare da Ivrea? Negli ultimi tempi ad esempio sono balzate agli onori della cronaca alcune questioni riguardanti la manutenzione del patrimonio pubblico. Molto bene, anche se ci teniamo a rimarcare che gli stessi problemi ora evidenziati sono stati oggetto, molti mesi fa, di altrettante interpellanze o mozioni da noi portate in Consiglio Comunale e rimaste quasi sempre lettera morta seppur, nel caso delle mozioni, approvate all'unanimità.

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La coperta corta

Martedì 14 luglio è stato finalmente convocato il Consiglio Comunale per l'approvazione del bilancio preventivo 2015. Siamo al terzo bilancio dall'inizio del mandato e per la terza volta, come se ad Ivrea tutto fosse immutabile, dobbiamo evidenziare una serie di criticità legate soprattutto ad un processo decisionale calato dall'alto e senza il minimo coinvolgimento dei consiglieri comunali e men che meno dei cittadini.

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La polvere sotto il tappeto

Più volte sono stati richiesti i documenti necessari per fare un quadro oggettivo della situazione, ma il materiale spesso e volentieri non arriva o arriva in ritardo o in modo parziale. Nell'ultima commissione ci sono state consegnate, tra l'altro, alcune tabelle sulle quali era riportata la situazione inerente la sicurezza degli edifici. Da queste tabelle si evince che mancano diversi documenti/certificazioni necessari affinché un edificio possa essere utilizzato. Preoccupati della questione tre consiglieri, due dei quali di minoranza e uno di maggioranza, hanno redatto una lettera per informare il Sindaco, la Presidente del Consiglio e la Giunta Comunale della grave situazione appresa in Commissione.

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Sicurezza Scuole e Patrimonio Edilizio Pubblico

A semplice titolo di esempio abbiamo appreso che delle 18 scuole/asili di proprietà comunale: - 3 risulterebbero sprovviste di certificato di agibilità; - a 7 manca il certificato di prevenzione incendi e per 6 di queste sembrerebbe non esistere nemmeno la relativa domanda; - in 12 scuole non è presente la denuncia di messa a terra dell'impianto elettrico e in 7 non esistono certificati di prova di tale impianto; - mancano 7 certificazioni dell'impianto termico, 2 certificazioni dell'impìanto elettrico e 12 certificazioni dell'impianto idrico-sanitario...

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I nodi e il pettine

Se però accade, come sta accadendo per il CIC, che il maggior responsabile a livello politico (il sindaco) non si presenti alla conferenza dei capigruppo nella quale si sarebbe dovuto discutere proprio di questo tema e non provi nemmeno ad abbozzare una strategia di uscita da condividere con i consiglieri comunali servirà fare qualche riflessione. Oppure se accade che l'assessore alle manutenzioni non partecipi alla riunione sull'amianto con i dipendenti e i sindacati, convocata dai lavoratori per la tutela della loro salute, e non potendo giustificare l'inefficienza della sua azione tenti di scaricare le colpe ai funzionari ci troviamo davanti a segnali inquietanti sulla tenuta del dibattito democratico. In città c'è come l'impressione che, anche se l'estate è ancora lontana, i prossimi saranno mesi caldi.

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