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progetto per Ivrea

Luccius in fabula 1200

Piano di Gestione della Candidatura UNESCO

La querelle sulle modalità di gestione della Fondazione Guelpa ha vissuto, mercoledi 21 dicembre, un nuovo passaggio in Consiglio Comunale. I lettori ricorderanno che a causa di una precedente mozione sullo stesso tema, presentata il 10 ottobre scorso da Viviamo Ivrea con tutta la minoranza, il Sindaco, dopo essere andato sotto per l’ennesima volta, rassegnò le dimissioni per poi cambiare idea qualche giorno dopo. La critica puntuale alla governance della Fondazione, che nel tempo ha assunto dei connotati farseschi, la stiamo esplicitando fin dal 2013, dai mesi successivi all’insediamento della nuova Amministrazione.
La nostra richiesta di trasparenza, trattandosi di un ente che gestisce oltre 10 milioni di euro di soldi pubblici, è sempre stata elusa sostenendo che si tratta di un ente di diritto privato e quindi non soggetto alle norme di pubblicità tipiche della Pubblica Amministrazione. A nulla, almeno fino a poco tempo fa, sono valse le nostre rimostranze riguardo il fatto che pur trattandosi di un ente di diritto privato la Fondazione, dovendo gestire soldi pubblici, dovrebbe adeguarsi alle stesse regole di trasparenza dell’ente controllante che nel caso specifico è la città di Ivrea quale destinataria del lascito milionario della benefattrice sig.a Lucia Guelpa. Dalle nostre prime richieste di chiarimenti sono passati ormai molti mesi e finalmente il 27 ottobre scorso ci è pervenuta, anche se non completamente, la documentazione richiesta. Leggendo con attenzione tali atti abbiamo avuto la conferma che diversi dei dubbi che avevamo si sono rivelati fondati.

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Intervento del Consigliere Comotto al Consiglio Comunale del 21/12/2016 sul Piano di Gestione Candidatura UNESCO

Sul CIPC ci sarebbe molto da dire, ma avremo altre occasioni per farlo. Ciò che vogliamo evidenziare questa sera è che tale ente, del quale la Città di Ivrea detiene una quota di rilievo e ha il vicesindaco all'interno del cda, nel 2015 (anno interessato dalla questione) ha staccato due sole fatture (la vendita di un terreno a Samone per 144.000 euro e il Piano di gestione per 49.180 euro più IVA) per un valore complessivo di 193.180 euro dai quali vanno però detratte alcune variazioni negative per 112.160 euro per una differenza tra produzione e costi di -91.048
Il bilancio però riesce apparentemente a chiudere con un utile di 2.022 euro grazie alla parte straordinaria nella quale si trovano 25.512 euro di “sopravvenienze attive non tassate” e ben 72.000 euro di “imposte differite” tutte da verificare. Si tratta comunque, come dice anche la voce di bilancio di entrate straordinarie. Se poi andiamo a vedere la composizione della spesa, che assomma a 172.277 euro troviamo che 51.234 euro sono i costi per consulenze tecniche, 31.026 i compensi agli amministratori, 20.513 quelli per il collegio dei revisori, 17.416 per consulenze legali e amministrative il tutto al netto dello stipendio di due dipendenti. Tutto questo per gestire, come detto in precedenza, due incassi in un anno! Forse è il caso che si cominci a fare qualche ragionamento prima che sia troppo tardi se anche nelle relazione del Collegio dei Revisori si legge che: “il trend economico registrato negli ultimi anni dal CIPC non consente di escludere l'ipotesi che vengano meno le prospettive di continuità operativa dello stesso”.
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Corso d'acqua

Ivrea è un antico insediamento che, nel corso della storia, ha avuto alterne fortune. Attualmente è in forma smagliata, più che smagliante ma permane una ridente cittadina. Seguendo un poco la vita amministrativa, si capisce anche perché. Non manca mai qualche spunto per sorridere. In un passato relativamente recente, Ivrea è stata la capitale dell'informatica. In realtà, il titolo è riduttivo perché, per alcuni decenni, la città è stata un vero e proprio faro di civiltà, non solo nel settore tecnologico, ma anche in quello urbanistico, industriale, delle scienze sociali. Purtroppo, per varie e complesse ragioni, i fasti di un tempo sono tramontati e l'agglomerato sulle sponde della cerulea Dora è attualmente in cerca di una nuova identità. Tra le tante ipotesi di rilancio una, molto accreditata, è il turismo. Malauguratamente questa opportunità sconta un pesante handicap: Ivrea è situata ai piedi delle montagne. I monti non sempre si lavano i piedi e questo può generare cattivi odori che impattano con la vocazione turistica. Sono più fortunati i paeselli posti in testa alle montagne. Quando si ritrovano con un poco di forfora la spacciano come nevicata fuori stagione, lasciando estasiati i visitatori.

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Non vedo, non sento, non parlo

Il livello del dibattito politico e democratico, anche formale, dell’assemblea elettiva cittadina pare aver intrapreso una caduta che sembra inarrestabile e di certo non è un bel segnale per un sano quanto auspicabile dibattito pubblico incentrato sulla trasparenza e sui bisogni reali della città. Lunedi 11 aprile si è svolto l'ultimo Consiglio Comunale. Il precedente, del 25 gennaio scorso, risale a 76 giorni fa, intervallo che, per una città come Ivrea, è un bel lasso di tempo. Molti sono i passaggi criticabili, ma per questioni di spazio ne riportiamo solo qualcuno invitando tutti i cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica partendo magari proprio dall’assistere a qualche Consiglio Comunale in modo da poter valutare in tutta autonomia il livello di chiarezza, veridicità, trasparenza nonché di proposta e di visione politica dei vari gruppi consiliari.

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Candidatura UNESCO: Piano di Gestione

I 59.999 € per la redazione del Piano di Gestione sono stati pagati due volte? E' stata affidata ad un Ente terzo (il CIP), ma non era inclusa nel contratto stipulato con il coordinatore, sig. Lavarini? Contratto che a quanto pare non è stato mai registrato: è legale la cosa? trattandosi poi di un incarico affidato da un Ente pubblico. E poi: è vero che il CIP ha a sua volta afidato all'esterno il lavoro? a chi, e con quale bando o criteri? Infine: esiste il dettaglio dei 59.999 € spesi? cifra quantomeno curiosa...

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Bilancio Candidatura UNESCO: nè passato, nè futuro

  • Pubblicato in News

In data 26 febbraio i consiglieri di minoranza chiesero di poter visionare: il bilancio di previsione 2016, con relativa relazione sulle mission che la Fondazione Guelpa intende perseguire per tale annualità, così come avvenuto a dicembre 2014 per l’ esercizio 2015; elenco dettagliato delle spese sostenute e degli eventuali contributi ricevuti per la candidatura Unesco; copia del contratto stipulato con il coordinatore della candidatura Unesco. Di tutto ciò ancora nulla è pervenuto. Durante lo scorso Consiglio Comunale, dopo l'esposizione sommaria di alcune cifre da parte del sindaco, venne detto che tutto sarebbe stato pronto entro il Consiglio successivo. Ora il prossimo Consiglio è stato convocato per lunedì 11 aprile dalle ore 19.00, ma nulla compare all'ordine del giorno. Vorranno fare una sorpresa, consegnando a ciascun consigliere copia dei documenti richiesti?

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Le ghiande e le ali

Ora che, dopo l'ennesima richiesta, qualche numero è stato dato, seppur solo verbalmente, dal Sindaco in Consiglio Comunale, crediamo sia più che legittimo che vengano chiariti i dettagli degli incarichi e delle spese effettuate come ad esempio i 59.999 euro per la redazione di un Piano di Gestione che avrebbe dovuto redigere per contratto il coordinatore della candidatura costato la non modica cifra di circa 130.000 euro. Oppure come siano stati spesi gli oltre 20.000 euro per un Seminario Internazionale che non ha lasciato traccia alcuna o come siano stati utilizzati gli oltre 66.000 euro per generiche spese di immagine e pubblicità. Qualche lume sarebbe utile anche averlo riguardo i 100.000 euro tondi tondi versati alla Fondazione Olivetti.

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Due pesi, due misure

Sono ormai decine e decine le interpellanze, le interrogazioni, le segnalazioni di cittadini che abbiamo inoltrato a Sindaco e Giunta, ma di riposte ne sono arrivate ben poche e di quelle poche diverse aggirano l'ostacolo rispondendo ad altro o facendolo in modo evasivo e superficiale.
Nell'ultimo Consiglio Comunale del 25 gennaio scorso abbiamo richiesto, tramite un'interpellanza, l'elenco dettagliato delle spese sostenute dalla Fondazione Guelpa per la candidatura Unesco. Il Sindaco durante la riunione del parlamentino eporediese ha detto che non avrebbe fornito all'aula cifre definitive e men che meno per iscritto snocciolando una serie di numeri che assommavano all'iperbolica cifra di 420.589 euro che, peraltro, voci di corridoio dicono essere poi stata abbondantemente superata. In una risposta di questo tipo balzano con evidenza agli occhi la presunzione e il fastidio con i quali l'attuale esecutivo guarda al Consiglio Comunale che, in una democrazia rappresentativa, dovrebbe essere l'organismo, come tutte le assemblee, che rappresenta i cittadini.

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Spese UNESCO

Per la candidatura di Ivrea a sito UNESCO sono stati spesi, si dice, 440.000 euro di soldi pubblici. Ma nessun bilancio ufficiale è mai stato presentato.
Addirittura neppure i consiglieri hanno potuto visionare lo stesso dossier presentato a Roma!

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Cosa ne direbbe l'Ingegnere?

Forse da lì si sarebbe dovuto partire per una sfida di questo tipo: dalla visione platonica, illuminata e di area vasta che l'Ingegnere aveva in mente ed invece ci troviamo di fronte ad un freddo dossier valutato sulla quantità di pagine e di fotografie e redatto con criteri meramente compilativi. Senza il cuore e senza il calore della gente comune che quella storia l'ha vissuta, conosciuta e fatta propria. All'incapacità di relazionarsi con i nostri vicini di casa si aggiunge l'assoluta incapacità nel rendere partecipi i cittadini, condizione peraltro richiesta anche dall'Unesco stessa, dei grandi processi socio-culturali che potrebbero raddrizzare le sorti del nostro bellissimo territorio. Si è liquidata la partita del coinvolgimento dei cittadini e del processo culturale e di conoscenza facendo sottoscrivere 300 questionari anonimi ...

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Urbanistica di serie B

Per chi conosce la storia di Ivrea e dell'eporediese degli ultimi decenni purtroppo sorge spontaneo il pensiero che una scadente gestione del territorio sia derivata da un'altrettanto scadente capacità della politica di governarla in termini di sostenibilità, equilibrio e armonia della nuova edificazione, salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio, innovazione tecnologica e architettonica, recupero di strutture per la promozione delle relazioni sociali e della creatività con un occhio di riguardo alle giovani generazioni per evitarne la fuga.

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Osservazioni di un naturalista intorno alla candidatura UNESCO

Si fa un gran parlare (e soprattutto si spende denaro pubblico) della candidatura a sito UNESCO di "Ivrea città industriale del novecento". Così, mi permetterei di apportare il mio dimesso parere utilizzando una prospettiva naturalistica, che mi compete. Se lo scopo dell'UNESCO è tramandare alle future generazioni patrimoni unici, cosa c'è di più unico di un fenomeno naturale non visibile in altro luogo al mondo, che esiste da un milione di anni e sopravviverà agli edifici olivettiani?

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Quando la trasparenza è uno slogan

Ma è mai possibile che quando si parla di soldi pubblici non possa avvenire tutto alla luce del sole in maniera chiara e semplice in modo che chiunque possa armarsi di calcolatrice e capire quanti denari vengono spesi e come? Tutto chiaro? Tutto lineare? A noi non sembra, ma si vede che alla maggioranza che appoggia l'attuale esecutivo va bene così e intanto nuove magagne sono già in arrivo dietro l'angolo.

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Navigazione a vista

Nonostante le pessime figure degli ultimi mesi, con annesse plateali, quanto poco credibili, minacce di dimissioni - poi ovviamente rientrate - e qualche colpo di avvertimento di parte della minoranza tramite la strada della mozione di sfiducia, il Sindaco continua imperterrito nella sua linea di navigazione... a vista.

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Candidatura UNESCO: una storia infinita, e molto costosa.

  • Pubblicato in News

Oltre un anno fa, senza gara né bando, come da abitudine, la Fondazione Guelpa ha affidato un incarico d'oro ad un super consulente, ovviamente non locale e legato a filo doppio con un certo partito, per il coordinamento dei lavori per la presentazione del dossier Unesco entro gennaio 2015. E' passato più di un anno, ma del dossier di candidatura nessuna traccia. Leggiamo però sull'odierno numero de La Sentinella cosa ci dice tale coordinatore riguardo lo stato dell'arte.

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UNESCO

I lavori sono proceduti così alacremente che la domanda ufficiale di candidatura, che si può presentare una sola volta l'anno nel mese di gennaio, è già slittata dal 2015 al 2016. Per questa candidatura viene chiesto alla Fondazione Guelpa di occuparsi della questione e accade così che venga nominato, senza bandi né gare ad evidenza pubblica e non si sa per quali meriti, un coordinatore esterno profumatamente pagato e intorno al quale viene costituita la succitata cabina di regia.

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