Commissione Lavoro - Crisi Aziendale CIC

Come gruppo consiliare abbiamo presentato, insieme alla Lista dei Cittadini e al M5S, una mozione al Consiglio Comunale del 26 giugno scorso chiedendo venisse istituita una commissione di indagine riguardo le motivazioni che hanno portato alla situazione di crisi di questa società partecipata nella quale la Città di Ivrea detiene la maggioranza relativa e sentendoci quindi corresponsabili, nella nostra qualità di consiglieri comunali, dell'andamento di tale azienda pubblica.
La suddetta mozione non è stata approvata ritenendo, secondo la maggioranza, la situazione non necessitante una commissione di indagine specifica potendo utilizzare la già costituita "Commissione lavoro" che è stata quindi convocata per questa sera.
Abbiamo quindi proceduto a redigere un documento che riprendesse i contenuti della mozione, non sufficientemente trattati in sede di Consiglio Comunale, che depositiamo agli atti della presente Commissione quale traccia di discussione.

In questa crisi aziendale intravediamo sostanzialmente due livelli di approfondimento sui quali vorremmo la presente commissione potesse lavorare:

- uno riguardante le eventuali responsabilità gestionali che hanno portato a tale situazione (non è possibile che quando si tratta di aziende pubbliche non ci siano mai dei responsabili delle situazioni di crisi)

- uno finalizzato invece all'uscita da questo stato di crisi andando a ricercare possibili scenari di progetto e di sviluppo di attività specialistiche che CIC potrebbe erogare fin da subito alla luce del know how e delle professionalità acquisite nella sua storia aziendale

Non si tratta di fare alcuna caccia alle streghe ma solamente di andare ad individuare eventuali errori gestionali, come si farebbe in qualunque azienda privata, per poter valutare le eventuali responsabilità del management introducendo fin da subito elementi di valutazione meritocratici e non attinenti a vecchie dinamiche partitocratiche.

Ribadiamo con forza che è inaccettabile che per gravi errori di altri enti pubblici tra i quali ASM di Settimo Torinese, il Comune di Settimo Torinese e CSI Piemonte chi ci debba rimettere sono i lavoratori di CIC. Come Amministrazione Comunale dovremo fare di tutto per fare sì che i crediti vantati verso questi enti vengano recuperati quanto prima. A questo proposito, ed alla luce della situazione venutasi a creare, ci chiediamo se il fatto che il Vice Sindaco, nonché assessore al bilancio, lavoro, sviluppo economico, innovazione, Capirone, sia anche membro del cda di CSI Piemonte, non depotenzi l'efficacia del suo ruolo all'interno dell'Amministrazione trovandosi nella scomoda posizione di dover tutelare e curare gli interessi di un ente creditore (il CIC) e nello stesso tempo l'ente causa di questo debito (il CSI). Riteniamo legittimo il dubbio di capire come siano conciliabili queste due finalità contrapposte ed in evidente conflitto.

Riguardo i rapporti con altri enti pubblici va anche evidenziato che CIC si è offerto negli anni passati di assorbire un certo numero di lavoratori provenienti da altre crisi aziendali, ma oggi viene da chiedersi se e come sono state ponderate queste assunzioni visto che oggi un certo numero di persone sono state poste in cassa integrazione. Peraltro, come anche sostenuto dal Sindaco in Consiglio Comunale, la complicata situazione del CIC era cosa già nota da qualche tempo per cui forse si sarebbe potuta utilizzare una maggior prudenza nell'assumere nuovo personale ieri per lasciarne a casa altro, che magari in CIC ci lavorava da tempo, oggi.
Le nostre richieste di chiarimento sulla situazione del CIC non sono banali polemiche strumentali messe in atto dalla minoranza ma volontà di capire le cause per trovare una via d'uscita condivisa alla situazione attuale ed all'immediato reinserimento di tutti i lavoratori interessati. Richieste che peraltro aveva già indirettamente formulato la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte della Corte dei Conti, tramite la propria deliberazione 424/2013 del 18.12.2013, nella quale evidenziava criticità sulla regolarità e sull'adeguatezza dei sistemi di controllo interno tanto da evidenziare: "l'opportunità di compiere una rivalutazione delle partecipazioni in essere" per poi concludere evidenziando: "l'opportunità dell'implementazione del sistema dei controlli interni come strumento utile al miglioramento dell'efficacia, della programmazione e dell'efficienza nella realizzazione dei programmi dell'Amministrazione".

Proprio alla luce di una migliore e maggiore attività di controllo interno riproponiamo, tramite questa Commissione, alcune domande già poste nel Consiglio Comunale del 26 giugno per le quali non abbiamo ottenuto risposta e per le quali ci aspettiamo di ricevere risposte scritte e dettagliate:

- alla luce delle evidenti e risapute criticità si vorrebbe sapere quali strategie il management ha messo in atto negli ultimi anni per evitare il tracollo e in particolare:
• quante persone sono state assunte e con quali profili professionali o consulenze esterne affidate negli ultimi tre anni?
• quali procedure e quali meccanismi di pubblicità sono stati attivati per tali
assunzioni/consulenze?
• qual è il costo degli organi gestionali quali il Consiglio di Amministrazione e il Presidente? E quello dei consulenti?
• quanti e quali sono stati gli oneri sostenuti per consulenze legali per affrontare i ricorsi dei dipendenti licenziati senza giusta causa e poi reintegrati?
• qual è stato l'avanzamento delle retribuzioni per singolo livello lavorativo a fronte del fatto che nel 2013 alcuni lavoratori hanno rinunciato ad una mensilità per consentire il pareggio di bilancio? Tutti hanno avuto lo stesso trattamento?

- sono stati attivati tutti i controlli necessari per garantire la compatibilità di nomina e di retribuzione del Presidente e dei componenti del cda?

- perché la sezione "Amministrazione trasparente", obbligatoria per legge, magicamente apparsa sul sito del CIC nei giorni seguenti il succitato Consiglio Comunale, oltre all'indice e qualche sparuto collegamento non contiene tutto quanto richiesto espressamente della normativa vigente?

Come accennato in precedenza il nostro auspicio è che questa Commissione, oltre a cercare di capire le cause della situazione venutasi a creare, possa proporre iniziative in grado di utilizzare al meglio le professionalità e le dotazioni tecnologiche presenti in CIC soprattutto con uno sguardo a quel concetto di Smart City più volte richiamato anche da questa Amministrazione.
Molteplici sono i progetti che si potrebbero mettere in cantiere sull'onda delle sempre maggiori possibilità e innovazioni che il mondo digitale oggi offre alle società più evolute tecnologicamente. Non dimentichiamo che Ivrea è stata per decenni un punto di riferimento mondiale per quanto riguarda l'innovazione tecnologica, il design, l'informatizzazione, l'ICT. Qui ad esempio è nato qualche anno fa il processore Arduino oggi utilizzato in una moltitudine di applicazioni a livello planetario che modificheranno radicalmente i nostri stili di vita nei prossimi anni e per quanto riguarda il settore pubblico CIC potrebbe essere un punto di riferimento per queste nuove sfide.
Per rilanciare questa azienda pubblica basterebbe seguire quanto la legislazione sta spingendo a fare in tema di riorganizzazione e digitalizzazione della P.A. Da CIC potrebbero partire interessanti progetti di spending review finalizzati a dotare i comuni della zona di uguali piattaforme digitali per la gestione associata e condivisa degli uffici con un immediato risparmio in termini di costi, uno snellimento della burocrazia ed un aumento dell'efficienza e dell'efficacia della macchina amministrativa pubblica.

Per fare questo servirà però un cambio di marcia e l'abbandono di consunte logiche di gestione aziendale basate su favoritismi e/o particolarismi annegati in una opacità dei processi decisionali ormai non più accettabile.

Ivrea 29 luglio 2014
per la lista civica Viviamo Ivrea

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