Intervento del Consigliere Comotto al Consiglio Comunale del 22 dicembre 2014 sulla questione Fondazione Guelpa

Il gruppo consiliare di Viviamo Ivrea ha posto fin dalla campagna elettorale la questione della trasparenza nella P.A. con particolare riguardo agli enti o società pubbliche e/o partecipate, ivi comprese, per ovvi motivi, le fondazioni.

- Abbiamo criticato le modifiche statutarie della Fondazione Guelpa apportate nel novembre 2013 in quanto finalizzate sostanzialmente ad annullare i canali di comunicazione di tale ente con il Consiglio Comunale. Ricordiamo a tal riguardo che le modifiche sono state apportate in piena autonomia dalla stesso cda della Fondazione ed il Consiglio Comunale non ha potuto far altro che prenderne atto.
Alle nostre proteste di poca trasparenza dell'operato della Fondazione il Sindaco ha sempre ripetuto che si tratta di un ente di diritto privato e quindi non soggetto alle regole di un ente pubblico. Noi abbiamo sempre ribadito che se in punto di diritto, forse, ma con beneficio di verifica, ciò potrebbe essere vero, dal punto di vista dell'opportunità politica, del buon senso e del diritto dei cittadini di avere accesso a tutte le informazioni che riguardano l'utilizzo di soldi pubblici (come quelli derivanti dal lascito della signora Guelpa) non ci sono dubbi sulla necessità di utilizzare per gli enti strumentali come la Fondazione una gestione ed un controllo analoghi a quelli utilizzati per la P.A.
- Abbiamo proposto alcuni emendamenti di sostanza e votato favorevolmente il 27 novembre 2013, pur non condividendone l'impianto generale, gli "Indirizzi per le nomina dei rappresentanti comunali presso enti, aziende ed istituzioni" introducendo un punto importante che riprenderemo in seguito.
- Ricordiamo l'interpellanza che, nel Consiglio del 20 dicembre 2013, chiedeva ragione di un incarico di consulenza piuttosto oneroso affidato, senza bandi o gare, direttamente dalla Fondazione
- Abbiamo proposto una mozione al Consiglio del 19 novembre scorso con la quale si chiedeva maggior trasparenza nell'operato della Fondazione e un maggior coinvolgimento dei consiglieri comunali tramite le commissioni consiliari e i portatori di interesse in campo culturale. Mozione che ha visto il voto favorevole di 5 consiglieri di minoranza, l'astensione di tutta la maggioranza ed il voto contrario del solo Sindaco.

Questi solo alcuni dei passi formali che abbiamo effettuato in merito alla questione in oggetto. Il tema della gestione della Fondazione non è quindi una novità tanto da essere stato più volte portato all'attenzione del Consiglio C.le ottenendo, come visto sopra, nei confronti dell'ultima mozione citata, l'astensione dell'intera maggioranza. In tale consesso avevamo pure riportato alcune dichiarazioni a mezzo stampa del Segretario del PD cittadino il quale sosteneva che:
- ... qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare.
- ... si è troppo spesso agito con leggerezza
- ... sarebbe salutare un ampio e serio confronto tra decisori e le tante componenti che operano in tale settore

Tanto tuonò che piovve, dice un antico detto popolare, ed ecco che, pochi giorni fa, esce sui media la notizia che il vice-presidente della Fondazione, nonché persona che ne gestisce il portafoglio, nel 2008 ha subito una condanna per bancarotta.

A noi interessa la politica attiva svolta in mezzo alle persone e sul territorio, molto meno quella spettacolarizzata sui giornali o derivante dalle aule dei tribunali.
A noi interessa il benessere dei cittadini ed il rispetto delle regole e non ci appassionano le magagne legali di questo o di quel personaggio pubblico e men che meno ci mettiamo a giudicare qualcuno per questioni personali che non attengono alla sfera politica. A quello ci pensa la magistratura e i giudici hanno detto che una certa persona, che qualcuno ha nominato in un ruolo di vertice per la gestione di un ingente capitale pubblico, è stata condannata diversi anni fa per bancarotta.

Valutati i fatti ci saremmo limitati a richiedere nuovamente una maggiore trasparenza e un maggior coinvolgimento del Consiglio Comunale, ma le dichiarazioni del Sindaco prima e le dichiarazioni del vice-presidente poi ci hanno fatto assumere una posizione più radicale.
Ci saremmo aspettati infatti un passo indietro del Sindaco nel riconoscere di aver compiuto nel 2010, al tempo della rinomina del componente del cda, una "leggerezza" nel non comunicare a tutti i consiglieri la condanna; come ci saremmo aspettati un gesto di responsabilità del vice-presidente che, alla luce del dibattito emerso presso l'opinione pubblica, avrebbe potuto, senza clamore cedere il posto occupato per oltre nove anni.
Ed invece abbiamo dovuto assistere ad una levata di scudi, in difesa di una decisione inopportuna, condita da una buona dose di supponenza e da accuse semplicemente ridicole di "superficialità e disinformato giustizialismo" da parte del Sindaco e abbiamo dovuto riscontrare come il vice-presidente della Fondazione, invece di interrogarsi sull'opportunità di tenere stretta una poltrona che alla luce dei fatti sarebbe stato meglio lasciare libera, si lascia andare a considerazioni fuori luogo esprimendo giudizi di tipo politico che non fanno parte del ruolo da questi rivestito.

Fatte queste precisazioni ciò che più interessa al nostro gruppo consiliare è la trasparenza e l'equità della P.A. e su questo possiamo dire che, dopo aver più volte reiterato la questione finalmente da qualche settimana si possono vedere sul sito della Città di Ivrea i bilanci della Fondazione e le relazioni di accompagnamento degli stessi, degli ultimi tre anni, e questo ci fa pensare che le nostre richieste non fossero peregrine così come qualcuno voleva far credere. E non lo sono sempre stati, pubblicati, se nel maggio di quest'anno li abbiamo dovuti chiedere al neo Presidente Jalla. A questo proposito va detto che i bilanci ci sono stati inviati, quindi la richiesta era legittima, anche se non nella forma disaggregata per singole voci di entrata e di spesa come richiesto, come non ci sono stati consegnati gli impegni di spesa con i relativi affidamenti per incarichi e/o consulenze con relativi beneficiari.
Ci sono, quindi, ancora passi da fare riguardo la pubblicità delle delibere, gli affidamenti e la possibilità di poter visionare i bilanci dettagliati per singole voci, ma anche in tal senso è stata fatta apposita richiesta alla Fondazione da parte della Presidenza del Consiglio e siamo in attesa di ricevere tale documentazione.
Ciò che fatichiamo a capire è il motivo per cui l'attività della Fondazione, se non c'è nulla da nascondere, non possa svolgersi alla luce del sole.

Essendo amministratori pubblici e non giuristi a questo punto vorremmo portare però l'attenzione dei colleghi consiglieri ad una questione più prettamente politica mettendo da parte i cavilli giuridico-legali. Il Sindaco ha più volte ribadito, in difesa del suo operato, che la bontà della sua scelta, riguardo la nomina del consigliere del cda nel 2010, derivava dalle sue capacità di gestione finanziaria. Al di là di giudizi tecnici sulla validità o meno degli investimenti effettuati ciò che noi rimarchiamo è l'inopportunità di investire con operazioni speculative i soldi pubblici. Riguardo questo riconosciamo al Sindaco il merito, dopo la sua prima elezione, quando rivestiva la carica di presidente della Fondazione, di aver fatto escludere dagli investimenti quanto meno i titoli azionari. Noi crediamo però non si sarebbe dovuto fermare lì, ma andare oltre.

Proviamo a fare un esempio di cosa intendiamo per operazioni speculative.
Cosa ne pensano i colleghi consiglieri dell'operazione con la quale la Fondazione ha richiesto ad una banca fondi per 3,5 milioni, pur con un capitale disponibile di 8 milioni, per poi reinvestirli, leggiamo testualmente dalla nota integrativa allegata al consuntivo 2013: "per l'acquisizione di titoli con buon rendimento"? Non si tratta di un'operazione speculativa e noi aggiungiamo, trattandosi di soldi pubblici, immorale? Non siamo esperti di economia, ma quando un tasso di interesse attivo supera il tasso di inflazione la nostra impressione è che la questione morale cominci a scivolare su un terreno insidioso.

Un mio professore di economia spiegava che il denaro guadagnato senza lavoro, derivante quindi da altro denaro, va sempre guardato con attenzione perché a fronte di un investimento meramente finanziario grazie al quale qualcuno (pochi) guadagnano ci sono molte famiglie che ci perdono.
Banalmente: nessuno si è chiesto come mai una banca ha prestato 3,5 milioni ad una Fondazione, che di liquidità ne aveva in abbondanza, e magari ha rifiutato centinaia di mutui a giovani coppie senza lavoro e con nessun immobile da mettere a garanzia?
Tornando al merito politico richiamato in precedenza atteggiamenti di questo tipo ce li potremmo aspettare da forze conservatrici che poggiano su teorie economiche liberiste, ma sentirsele proporre da quella che fino a qualche tempo fa veniva definita sinistra progressista ci fa un certo effetto ...
Ci è stato detto più volte dai banchi della maggioranza che si è scelta, per la gestione del patrimonio Guelpa, la forma della Fondazione per salvaguardare il patrimonio, ma a noi viene da chiederci perché una Amministrazione Pubblica responsabile non potrebbe gestire con pari oculatezza questi fondi e magari senza specularci sopra. Tanto per portare un esempio concreto il capitale in denaro si sarebbe potuto investire in fondi etici ad un tasso fisso ed equo magari presso la banca Etica della quale il Comune è pure socio.

In riguardo alle due mozioni che andremo a votare tra poco proviamo ad apportare due ulteriori spunti di riflessione

Torniamo per un attimo agli "Indirizzi per le nomina dei rappresentanti comunali presso enti, aziende ed istituzioni" approvati da questo Consiglio Comunale pochi mesi fa. Come accennato in precedenza abbiamo fatto inserire un punto all'articolo 4, quello che parla delle incompatibilità, che dice che non può essere nominato chi è stato dichiarato fallito. Il reato di bancarotta segue un fallimento per cui anche se tali indirizzi sono stati approvati solo quest'anno caratterizzano il mutato quadro sociale ed avvalorano l'opportunità politica e morale di rivedere alcune scelte del passato.

Evidenziamo inoltre che il reato di bancarotta, conseguente ad un fallimento con distrazione di fondi, ha dei risvolti evidenti sulle persone e può essere causa di licenziamenti, di mancata riscossione di crediti maturati, chiusura di aziende. Pur non trattandosi di un reato contro la P.A. si porta appresso una pesante negatività e per questo motivo assume connotati particolarmente deprecabili dal punto di vista sociale.

Il nostro auspicio è che l'approvazione delle due mozioni non venga strumentalizzata come si trattasse di un atto di giustizialismo dimostrando esclusivamente la volontà del Consiglio Comunale di aprire una fase nuova riguardo le funzioni ed i ruoli che la Fondazione, dopo dieci anni dalla sua nascita, dovrà assumere in presenza di un quadro socio-economico piuttosto incerto dove il lascito della signora Guelpa può venire considerato come una manna piovuta dal cielo riguardo gli investimenti in cultura nella nostra città.

 

 

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