L'ombelico del mondo

Per tre giorni Ivrea è tornata ad essere un luogo riconosciuto a livello mondiale. Stiamo ovviamente parlando della quarta prova, su cinque, della Coppa del Mondo di Canoa Slalom che ha visto convergere sulle sponde della Dora 240 atleti in rappresentanza di ben 31 nazioni provenienti da tutti i continenti.
Scriviamo questo articolo con ancora nelle orecchie il fragore del maestoso fiume e i gesti tecnici e di forza fisica delle atlete e degli atleti che gareggiano nella splendida cornice dello Stadio della Canoa con alle spalle lo skyline del centro storico della città. Approfittiamo di questo spazio per ricordare con affetto un grande campione locale di questa disciplina sportiva, Marco Caldera, recentemente e prematuramente scomparso come è stato ricordato dal palco della presentazione dell’evento mondiale giovedi sera. Questa tappa di Coppa del Mondo corona un impegno assiduo e costante da parte degli organizzatori e della Federazione che dura da decenni, ma non viene visto come un punto di arrivo, anzi; dopo l’assegnazione a Ivrea, già confermata, dei Mondiali junior e under 23 di Canoa slalom nel 2018, si punta decisamente ad una prossima edizione dei Mondiali assoluti: il massimo risultato raggiungibile.

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Impianti sportivi senza futuro

Nell'ultimo Consiglio Comunale del 22 dicembre 2014 è stata presentata da Viviamo Ivrea un'interpellanza che sottolineava il deterioramento della pista di atletica e le pessime condizioni del campo da gioco e rimarcava l'impossibilità di svolgere manifestazioni sportive ufficiali a causa della mancanza di servizi igienici per il pubblico e dell'inadeguatezza degli spogliatoi, che richiederebbero un ampliamento e una notevole ristrutturazione e riqualificazione.

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Rimarranno le macerie

Gli archeologi ritrovano scavando, secoli e secoli dopo la loro scomparsa, i segni materiali delle civiltà che si sono succedute nel tempo. Chissà cosa ritroveranno gli archeologi del futuro dell'attuale civiltà dei consumi, degli sprechi e delle grandi opere fra qualche centinaio di anni? Probabilmente, relativamente al patrimonio pubblico, riporteranno alla luce ammassi di macerie derivanti da costruzioni, spesso inutili, sovradimensionate, inadeguate all'uso, mal costruite, realizzate in aree improprie, inquinanti e via discorrendo.

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Problematiche inerenti il complesso sportivo: pista per l’atletica leggera “A. DeWitt” e campo rugby “D. Santi”

Si chiede:
- se questa amministrazione intende ancora realizzare una tribuna nel complesso sportivo del quartiere San Giovanni;
- quanto è stato speso ad oggi per progettazione, appalto, spese istruttorie della tribuna in oggetto;
- se la mancata realizzazione della tribuna ha comportato il pagamento di una penale alla ditta vincitrice dell'appalto;
- auspicando che si voglia proseguire con il progetto di costruzione della tribuna, quando si pensa di procedere con una nuova gara di appalto dei lavori;
- se sia stato ipotizzato un ampliamento e ristrutturazione degli spogliatoi con adeguamento dell'impianto per produzione di acqua calda per uso sanitario e riscaldamento possibilmente con l'utilizzo di fonti energetiche alternative;
- se siano state preventivate una manutenzione straordinaria del terreno di gioco del rugby e una rigenerazione della pista di atletica e, in caso contrario, se fosse possibile progettare tali opere di riqualificazione;
- se sia stata preventivata una modifica dell'impianto di illuminazione con nuove tecnologie che permetterebbero un notevole risparmio energetico oltre l'utilizzo di energia pulita;
- qualora venisse realizzata la tribuna se si è ipotizzata una riorganizzazione della struttura dell'impianto rendendo più razionali le vie di accesso ed i parcheggi.

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Dove sta andando la città?

L'autunno "caldo" tanto evocato nei mesi estivi è ormai alle porte e, purtroppo, molte delle cose che abbiamo scritto come Viviamo Ivrea su questo giornale cominciano inevitabilmente a materializzarsi. Non è che siamo dei profeti, basterebbe parlare con i cittadini per strada per capire che non si possono alzare la retta della scuola materna, la refezione scolastica, i trasporti, la piscina, l'IMU, i rifiuti, ecc. ecc. perché si arriva ad un punto, e per molti è già stato superato, oltre il quale tutti questi balzelli non si riescono più ad assorbire in un bilancio familiare già ridotto al lumicino.

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