Polo culturale: processo condiviso o decisione già presa?

si sia voluta dare una parvenza di “partecipazione e di condivisione” a una decisione già presa, all’interno della maggioranza di governo, nel tentativo di dare gambe allo studio di fattibilità del 2011 commissionato dalla stessa amministrazione. Di partecipativo infatti in questi incontri non c’è stato nulla perché si è trattato di una mera presentazione mono-direzionale del pensiero di alcuni esperti del settore, peraltro molto interessante e di livello, sul tema del futuro delle istituzioni culturali. Dagli stessi relatori è emersa più volte la necessità di un percorso partecipato e condiviso che richiede tempi mediamente lunghi e non certo una rincorsa affannata finalizzata ad alimentare la prossima campagna elettorale. Dagli stessi relatori è anche emerso che un progetto partecipato dovrebbe essere bi-direzionale altrimenti si tratta di un’altra cosa; interessante e formativa, ma non sufficiente. L’altro elemento emerso chiaramente, che rafforza il nostro pensiero, è che, nell’assenza di idee e di politiche culturali pubbliche, questo esecutivo ha delegato a terzi, a volte anche privati, questa importante funzione sia dal punto di vista degli eventi culturali sia dal punto di vista della progettualità e della visione politica d’insieme.

Leggi tutto...

Tecnol@gicamente e la Cultura... che non c'è

L'attuale Amministrazione Comunale e la maggioranza che la sostiene non hanno mai dato, almeno in questo mandato, segnali di apertura verso le proposte della minoranza. Se finora abbiamo comunque sempre immaginato possibile un cambio di rotta, rimanendo propositivi, gli ultimi Consigli Comunali ci hanno chiaramente fatto capire che non c'è ormai più nessuna speranza. Il partito unico della nazione, compreso quello locale, è ormai troppo impegnato sulle proprie beghe interne per cui fino al 2018 gli interessi generali della città e i vari dossier aperti, e mai chiusi, dovranno aspettare tempi migliori. Il Consiglio Comunale di lunedi ha dato ampia dimostrazione di questo con una maggioranza che, al di là del merito delle questioni poste, ha votato compatta contro tutte le proposte della minoranza e a favore di proprie iniziative seppur viziate da criticità da noi evidenziate. Certamente a inizio mandato tutto ci saremmo aspettati meno che un decadimento così marcato del dibattito democratico all’interno del parlamentino eporediese. Tutto viene deciso nella sede del partito e il Consiglio Comunale è stato trasformato in una triste comparsata, dove ognuno recita la propria parte, il cui finale però è già stato scritto da chi detiene il potere, in quella che molti osservatori non esitano a definire l’era della post-Democrazia.

Leggi tutto...

Cultura: eccellenze private, pubbliche inefficienze

La questione dello sfratto del Liceo Musicale ha solamente aggiunto un altro tassello ad un quadro sempre più desolante che vede l'assenza pressoché totale di politiche culturali degne di tale nome perché con tutta evidenza, come sostiene anche il succitato segretario: "qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare". Siamo talmente d'accordo con lui che nell'esporre i contenuti della mozione in Consiglio Comunale abbiamo citato più volte alcuni passaggi presi testualmente dal suo articolo pubblicato su Varieventuali...

Leggi tutto...

Quando i soldi ci sono

La crisi economica oggi si fa sentire e l'incapacità della classe dirigente, con particolare riferimento a quella politica, fa sì che, parlando di spesa pubblica, uno dei primi settori assoggettati alla mannaia dei tagli indiscriminati sia diventato quello della cultura. Questo, per un paese come l'Italia che con la cultura, il turismo e tutto quanto ruota intorno al benessere psico-fisico delle persone, ci potrebbe vivere, si rivela come uno dei più classici autogol. I tagli alla cultura fanno dire ai nostri amministratori che senza risorse non si può né investire né promuovere l'espressione artistica e/o la creatività in senso lato. Questo nel resto d'Italia; ma ad Ivrea si dà il caso che, circa un decennio fa, una facoltosa signora eporediese, morendo, lasciò alla collettività un consistente patrimonio, artistico ma anche economico, con l'unica condizione che venisse utilizzato per finalità di promozione e sviluppo della cultura nella città e nel suo territorio, comprendendo la possibilità di compiere investimenti anche di tipo strutturale e citando a titolo di esempio la sistemazione della Biblioteca e/o del Museo civico.

Leggi tutto...

Non oltrepassiamo quel confine

Quello del probabile trasferimento da Ivrea dell'Eurojazz Festival, che si teneva nelle città eporediese da ben 34 anni, è solo l'ultimo degli episodi che evidenziano una stagione di declino e di depauperamento territoriale non solo economico ma anche culturale, sociale, politico partito da lontano e che pare non fermarsi mai. Notizie dell'ultima ora dicono che forse si farà l'apertura ad Ivrea, o forse no, con tutta una serie di rimpalli tra organizzazione dell'evento e amministrazione cittadina. A noi di Viviamo Ivrea non interessa dare ragione all'uno o all'altro quanto, piuttosto, evidenziare come questo ennesimo episodio segnali una assoluta mancanza di programmazione, di progettazione di chi governa la città.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS